Editoriali

DALLA FAVOLA ALL’EPOPEA
Per definire Radio San Donà si passa dalla favola all’epopea. Una radio nata molti anni or sono, in uno sgabuzzino (molto peggio di Radio Freccia) da un gruppo di amici, che avevano voglia di comunicare; timidi certamente, ed è per questo che non nasce una televisione ma una radio (forse perchè belli proprio non erano). Certamente voglia di comunicare, ma anche un interesse per le “macchine”, quelle cose che ti permettono di… Così, un pò per caso, un pò per passione, nacque la radio.
Una radio storica, ovviamente da sempre senza grandi mecenati, e con la convinzione che si è liberi se puoi decidere dal 45 giri allo spot pubblicitario. Una radio che ha formato giovani che adesso sono approdati (con successo) in altre dimensioni. Una radio che (purtroppo) è l’unico strumento di comunicazione locale complessivo. Tutto bello? Forse no. Non abbiamo spiccato il volo, probabilmente perchè non sappiamo volare, o forse perchè crediamo allo slogan “Dentro la Città” per cui non serve volare, basta camminare per ritrovarci nelle parole e nei pensieri della nostra gente che ci ascolta. Una radio politica? Si, se ha saputo far coesistere espressioni politiche e religiose diverse, sempre nel rispetto delle opinioni e mai in maniera strumentale.
Una radio che si è sempre aperta ad altre situazioni: dai cineforum alla raccolta di fondi in casi di emergenze nazionali. Una radio forse troppo sintetica nell’informazione, non ha mai inseguito gli scoop e i grandi titoli, convinta che lo strumento deve dare informazione e poi lasciar libero l’ascoltatore di riflettere, senza influenzare. Perchè dalla favola all’epopea? Perchè gli inizi sono stati “romantici”, la realizzazione di un sogno che nel corso del tempo si è consolidato e ha piantato radici robuste; sopratutto ha consolidato una sorta di indispensabilità: cosa sarebbe l’informazione sandonatese senza l’appuntamento con la Messa dal Duomo, il consiglio comunale, i programmi sportivi locali e tutto quello che trovate nel sito?
L’idea di fondo rimane quella di sempre, quella dei ragazzi dello sgabuzzino: se possiamo fornire un qualche servizio ad un solo dei nostri ascoltatori, ha senso di esistere, ha senso essere Radio San Donà.
Alberto Landi

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